C’è stato un momento storico in cui spedire una lettera poteva trasformarsi in un’esperienza inaspettata. Era il 1972 quando il regno del Bhutan lanciò una delle più originali emissioni filateliche: i francobolli musicali, piccoli dischi in vinile che potevano essere ascoltati su un giradischi.
Un’idea visionaria, che ancora oggi è considerata una delle innovazioni più sorprendenti della storia della filatelia.


Ma come sono nati questi francobolli?
Il Bhutan rispondeva alla guida di Sua Altezza Reale Jigme Dorji Wangchuck, che con la collaborazione dell’imprenditore americano Burt Todd negli anni ’60 e ’70 puntava a farsi conoscere nel mondo anche attraverso la filatelia. Il risultato di questa operazione di marketing furono francobolli pazzerelli.
Dei piccoli dischi in vinile sottile, stampati con grafiche colorate e corredati di un foro centrale. Bastava staccarli dal supporto, inserirli nel giradischi e abbassare la puntina per ascoltare canti tradizionali bhutanesi, inni nazionali o brevi registrazioni culturali, offrendo un “viaggio sonoro” nel cuore dell’Himalaya.
Oggetti da collezione
Nonostante la loro validità postale (sì, potevano davvero essere utilizzati per spedire lettere!), questi dischi erano talmente particolari da diventare subito oggetti da collezione. Infatti, mai prima (e raramente dopo) si era visto un francobollo-discografico funzionante.
A più di cinquant’anni dalla loro uscita, i francobolli musicali del Bhutan sono ancora ricercati da alcuni collezionisti, mentre i curiosi amano ascoltare ancora le registrazioni, spesso digitalizzate e disponibili online.
E la Svizzera?
La Svizzera ci stupisce sempre con emisioni filateliche di tutto rispetto e non mancano certo quelle dedicate al mondo della musica. Nel 2014 viene creato un francobollo per omaggioare i 60 anni dalla nascita del disco in vinile, con all’interno una versione della marcia nazionale. Più recentemente, nel 2023, la Posta Svizzera ha lanciato il primo francobollo con realtà aumentata e musica, dedicato ai 100 anni della SUISA (la SIAE svizzera). Non si trattava di vinile vero e proprio, ma conferma come la filatelia possa innovare unendo carta, tecnologia e suoni.


Quale traccia audio metteresti su un ipotetico nuovo francobollo in vinile?
Io sono indecisa, ma certamente farei una serie dedicata ai musical di maggior successo!




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